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Atezolizumab associato alla chemioterapia prolunga la sopravvivenza nel carcinoma polmonare a piccole cellule in stadio esteso


L'aggiunta di Atezolizumab ( Tecentriq ) a Carboplatino ed Etoposide in prima linea ha significativamente prolungato la sopravvivenza nei pazienti con carcinoma polmonare a piccole cellule in stadio esteso ( ES-SCLC ) rispetto al solo regime chemioterapico.

Il tumore del polmone a piccole cellule ( SCLC ) è una malattia altamente letale con un management in gran parte invariato nel corso degli ultimi 20 anni.
La maggior parte dei pazienti presenta una malattia in stadio avanzato, in cui lo standard di cura di prima linea rimane basato su Carboplatino ed Etoposide, un regime sviluppato negli anni 80.

Lo studio IMpower133, in doppio cieco, randomizzato, controllato con placebo, ha valutato l'efficacia e la sicurezza di Atezolizumab di prima linea come terapia aggiuntiva allo standard di cura, Carboplatino ed Etoposide in combinazione, in 403 pazienti naïve-al-trattamento con tumore SCLC in stadio esteso.

Tutti i pazienti hanno ricevuto quattro cicli di 21 giorni di Carboplatino ( AUC 5 mg/mL/min ) al giorno 1 e 100 mg/m2 di Etoposide per via endovenosa nei giorni da 1 a 3.
I pazienti sono stati randomizzati in un rapporto 1:1 a ricevere simultaneamente Atezolizumab al dosaggio di 1200 mg per via endovenosa il giorno 1 ( n=201 ) oppure placebo ( n=202 ) durante la fase di induzione.
Il trattamento è stato seguito da una terapia di mantenimento con Atezolizumab o placebo, secondo l'assegnazione casuale precedente, ogni 3 settimane fino a progressione della malattia o a perdita del beneficio clinico.

La sopravvivenza libera da progressione ( PFS ) valutata dallo sperimentatore e la sopravvivenza globale nella popolazione intention-to-treat sono stati utilizzati come endpoint primari.
Gli endpoint secondari includevano il tasso di risposta obiettiva ( ORR ), la durata della risposta ( DoR ) e la sicurezza.

L'età mediana era di 64 anni ( intervallo 26-90 ) sia nel gruppo Atezolizumab che nel gruppo placebo e la maggior parte era di sesso maschile ( 64% vs 65%, rispettivamente ), razza bianca ( 81% vs 79% ) ed ex-fumatori ( 58.7% vs 61.4% ).
Il braccio Atezolizumab comprendeva 17 pazienti ( 8% ) con metastasi cerebrali e 77 ( 38% ) con metastasi epatiche; mentre per il gruppo placebo le percentuali erano rispettivamente del 9% e del 36%.

Dopo un follow-up mediano di 13.9 mesi, la sopravvivenza mediana globale era di 12.3 mesi ( IC 95%, 10.8-15.9 ) nel braccio Atezolizumab rispetto a 10.3 mesi ( IC 95%, 9.3-11.3 ) nel braccio placebo ( hazard ratio, HR=0.70; IC 95%, 0.54-0.91; P = 0.0069 ) con una riduzione del 30% del rischio di mortalità.
Gli eventi della sopravvivenza globale si sono verificati nel 51.7% del braccio Atezolizumab e nel 66.3% del braccio controllo.

La sopravvivenza mediana libera da progressione è stata pari a 5.2 mesi ( IC 95%, 4.4-5.6 ) nel gruppo Atezolizumab rispetto a 4.3 mesi ( IC 95%, 4.2-4.5 ) nel gruppo placebo ( HR=0.77; IC 95%; 0.62-0.96; P = 0.017 ).
Atezolizumab è risultato associato a un più alto tasso di sopravvivenza libera da progressione a 6 mesi ( 30.9% vs 22.4% ) e a un tasso di sopravvivenza libera da progressione a 12 mesi più che raddoppiato ( 12.6% vs 5.4% ) rispetto al placebo.

Atezolizumab ha mostrato più alti tassi di assenza di eventi a 6 mesi ( 32.2% vs 17.1% ) e a 12 mesi ( 14.9% vs 6.2% ).
Infine, 18 pazienti trattati con Atezolizumab, coem terapia aggiuntiva, presentavano risposte in corso al momento del'analisi, rispetto a solo 7 pazienti nel braccio controllo.

La durata mediana del trattamento con Atezolizumab è stata di 4.7 mesi, con una mediana di 7 dosi ricevute.

Il profilo di sicurezza del regime è risultato coerente con il profilo di sicurezza precedentemente riportato per i singoli agenti.

Gli eventi avversi correlati al trattamento più comuni di grado 1-2 tra i bracci Atezolizumab e placebo includevano neutropenia ( 13.1% vs 10.2%, rispettivamente ), anemia ( 24.7% vs 20.9% ), diminuzione della conta dei neutrofili ( 3.5% vs 6.1% ), trombocitopenia ( 6.1% vs 7.1% ) e leucopenia ( 7.6% vs 5.1% ).

Eventi avversi immuno-correlati sono risultati più comuni con Atezolizumab rispetto al placebo ( 39.9% vs 24.5% ).
Gli eventi avversi da causa immunitaria più comuni di grado 1 o 2, nei bracci Atezolizumab e placebo, includevano: rash ( 16.7% vs 10.2%, rispettivamente ), epatite ( 5.6% vs 4.6% ), reazioni correlate all'infusione ( 3.5% vs 4.6% ), polmonite ( 1.5 % vs 1.5% ) e colite ( 0.5% vs 0% ).

Dallo studio è emerso che Atezolizumab più Carboplatino ed Etoposide è un nuovo standard di cura per il trattamento di prima linea del carcinoma polmonare a piccole cellule in stadio esteso. ( Xagena )

Fonte: 19th World Conference on Lung Cancer ( WCLC ), 2018

Xagena_OncoImmunoTerapia_2018



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